tamtam dal sottosuolo
non so, ergo sum

giovedì, settembre 27, 2007

Hibernus

È [già] arrivata la neve
sulle montagne qua attorno.

Era notte, poco fa,
ma giurerei che il mio fiato
si è condensato.

Castagne.
Camino.
E io che mi ritiro in me stessa
per svernare.

postato da: tam | 01:10 | commenti (4)

mercoledì, settembre 26, 2007

Verità supposta

Oggi ho pianto nel bagno di un ufficio pubblico.

Perché sulla porta ho trovato un disegno:
una lampadina con la faccina sorridente che dice spegnimi! grazie.

È lì da tre o quattro anni.
Ce l'ho messa io.


È il segno del mio passaggio su questo pianeta,
I suppose.

postato da: tam | 00:38 | commenti (4)

mercoledì, settembre 12, 2007

Mandála

Di questo tempo
ogni anno
in qualche angolo della città
vengo avvolta dal profumo
ineffabile
di un fiore
invisibile.

Oggi è accaduto
vicino alla casa
che sto colorando
con la mia carissima amica.

Ogni giorno una stanza,
un colore.

Rosa instabile*
per la sala,
viola nipotino**
per l'ingresso.

Domani cercheremo
un nome
per l'arancione
del salotto.

Creare un colore,
dargli fiducia,
spalmarlo sulle pareti
e farsi avvolgere
dall'energia
del prendersi cura di sé
e della nostra amicizia

è un'opera che dura
e non dura

come il profumo di una fioritura.




* Nato come 'rosa irriproducibile' - derivato dall'incrocio di molti, troppi barattoli di colore- di volta in volta si è presentato come
'rosa incredibile', 'rosa irrinunciabile', 'rosa imprescindibile'... Prima d'iniziare, la mia amica aveva detto: "basta che non sia rosa".

**"Mamma, è vero, non ti ho fatto un nipotino: però ho fatto un viola bellissimo."

postato da: tam | 23:29 | commenti (8)

Goccia a goccia

Mi fermo al semaforo
(perché è rosso)
e accosto uno scooterista.

Passano dieci secondi
e l'uomo
(che come me indossa un casco
per nulla integrale)
mi chiede:
"lei insegna ginnastica?"

"no, ma mi piacerebbe" rispondo
(pensando che il mio fisico
sia molto più atletico di quanto immaginassi)
"sa, ho creduto che lei fosse l'insegnante di ginnastica di mia figlia"
prosegue l'uomo,
"perché anche lei va in moto".

"guardi che sono parecchie, le donne con la moto!"
Questo soltanto
ho avuto la forza di rispondergli,
prima di fargli respirare
tutti i miei gas di scarico.

Ma la colpa, in fondo, non è (solo) sua
se ancora oggi esistono
cose da maschio e cose da femmina.

Nel mio piccolo,
(un minuto prima di arrivare al fatidico semaforo)
sorridendo e guardandola a fondo negli occhi,
ho provveduto a creare un imprinting
in una bimbetta in passeggino.

Presto
vorrà passare
alle due ruote.

postato da: tam | 00:34 | commenti (7)