tamtam dal sottosuolo
non so, ergo sum

sabato, dicembre 30, 2006

La burocrazia ed io

Tra ieri ed oggi ho preparato la mia dichiarazione dei redditi per il 2005, con ben un giorno d'anticipo sulla scadenza della proroga della proroga della proroga che mi è stata concessa.

Per non smentirmi, procurerò di consegnare la suddetta dichiarazione in ritardo.

Questo comportamento non si fonda su ragioni pratiche o d'opportunità (nel 2005 ho un reddito negativo...).
Pare proprio che sia unicamente un'incapacità patologica di rispettare le scadenze.

Ci tengo a ricordare che l'unica cosa che io abbia mai fatto a tempo di record è stata la patente della moto.

Che poi la mia moto, dopo gloriose stagioni d'avventure, giaccia ora immemore nel garage da ben due anni
(targata e assicurata), è un'altra storia.
O un'altra mia patologia.


Noto che lo sguardo scientifico su me stessa non cessa mai d'essere altresì sguardo compiaciuto.

È proprio vero che quando si ama qualcuno, si amano soprattutto i suoi difetti.

postato da: tam | 11:30 | commenti (3)

venerdì, dicembre 29, 2006

Ci siamo

È quando vado nei bagni
a masturbarmi

che so di essermi ambientata
nel nuovo posto di lavoro.

postato da: tam | 19:44 | commenti (1)

venerdì, dicembre 22, 2006

Qualche ora fa ho detto: non ho mai avuto una sbronza triste.
Questo perché non mi ero mai ubriacata di vodka.
Adesso sono qui, lucida e con troppa vodka.
Vodka, vodka.
Cena di fine anno con gli ex-colleghi.
Come fa una a non farsi venire una sbronza triste?
Guardo indietro e vedo quattro mesi bellissimi con persone meravigliose a fare cose stupende che mi sono piaciute tantissimo. Ho reso l'idea?
Guardo avanti e vedo qualcosa che è comunque qualcosa d'altro.
La prospettiva è quella di un mese di vacanze non pagate per andare dove voglio.
Ma dove voglio andare?
Poi comincerò a lavorare al notiziario.
Vedremo, vedremo.
Lo so, sono molto refrattaria al cambiamento, quando mi tocca abbandonare il paradiso terrestre. Sono fatta così.
E adesso sto già meglio. Qualche settimana fa sì, che ero proprio triste al limite del depresso. Adesso già si fa strada l'idea che imparerò qualcosa, qualsiasi cosa, e questo so che mi piace a prescindere da tutto. Voilà.
Qualcosa avverrà.
Tutto avverrà, a prescindere da me e dalla mia volontà. Per fortuna.
Per fortuna non tutto l'universo dipende da me e dalla mia volontà.
Vodka, vodka.
Mi prende grande malinconia di cose che non saranno mai più e di cose che mai sono state.
Io stessa mi do grande, grande malinconia.
Ieri, era notte, notte limpida e fredda. Verso il mattino. Mi sono alzata ed ho aperto la finestra. C'era una stella, forse Venere, forse no. Per me era Venere, ma comunque non aveva senso. Nulla aveva senso. Non la mia vita, arrivata fino a quell'ora del mattino, d'inverno, in quel bagno, con quel freddo davanti alla finestra aperta, sotto la luce di quella stella. Nemmeno la stella aveva un senso. Non per me, che ero lì in quel momento e che non sarei mai più stata lì, in quel momento, per sempre sempre sempre.
Odio avere le vertigini del senso della vita.
Di notte è meno peggio, ma comunque non bello.
Odio che succeda senza vodka, vodka, vodka.
Odio che non ci sia nessuno da svegliare, nessuno che capisca senza bisogno di parole - o al massimo di due, tre.
Odio essere l'unica in quel momento che si rende conto dell'assurdità.
Per fortuna esistono i libri.
Che mi parlano.
E io non devo parlare a loro.
Eccomi, mandolino del capitano corelli, prendimi fra le tue braccia.


postato da: tam | 02:01 | commenti (4)