tamtam dal sottosuolo
non so, ergo sum

martedì, giugno 27, 2006

Qui pro quo

Io
lucciola,
tu
lanterna.



[sono criptica perché mangio kriptonite]

postato da: tam | 18:07 | commenti (3)

venerdì, giugno 23, 2006

Ieri ho fatto una di quelle cose
che le bambine
non dovrebbero mai fare.

Sono andata di notte
da sola
nel bosco
ed ho preso la strada più lunga.

Il buio era bello
e caldo.
Ho messo il mio cuore
nei miei piedi
perché gli occhi erano persi.

Però.

Ho visto sette lucciole.
Anzi, otto. Perché la settima
stava facendo l'amore
con l'ottava
che, essendo una femmina,
era spenta.

Vabbé.

C'era un sacco d'amore
in giro.

Un mondo
notturno
di cuori solitari.

Un cane
dietro la staccionata
si è agitato al mio passaggio.

La staccionata ha retto.

Io ho proseguito
lamentando il rumore
dei miei passi.

Avrei tanto voluto
essere animale agile
o monaco shaolin
per muovermi veloce
e inavvertita.

Solo le vigogne
erano immobili
assorte nei loro sogni
di transfughe
intercontinentali.

Chi di noi
era
più irreale?

postato da: tam | 14:34 | commenti (6)

mercoledì, giugno 14, 2006

Viva la pappa pappa

Stamattina
ero felice
perché ho trovato
un'ape riversa nel lavello
e l'ho rifocillata
con marmellata
di prugne gialle
fatta in casa
(in casa altrui, non illudetevi).

Oggi pomeriggio
sono in estasi
perché dei ragazzini
mi hanno affidato
una passerottina
precocemente uscita
dal nido
e per i prossimi dieci giorni
le farò ingurgitare
pappette
di pane e latte
e di appositi mangimi
gialli canarino.

In cambio
avrò centinaia
di cacchette
e l'emozione
dell'abbandono.

Tutte le creature
sono destinate
a volare.

Via.

postato da: tam | 20:48 | commenti (7)

Aggiornamento

Il mio gatto
è
dell'anno del cane.

Ho preferito
non dirglielo.

postato da: tam | 20:42 | commenti (2)

La Cina è vicina

Stanotte
zampettando da un blog all'altro
ho preso coscienza
di essere una capra.

[Lo sapevo lo sapevo lo sapevo che non è colpa mia se arrivo sempre in ritardo.]

E per essere felice
ho bisogno
di un gatto [è proprio vero]
e di un maiale [è assai probabile...]

Ho sonno,
vado a raggiungere
il gatto.

Momento sublime.



postato da: tam | 00:57 | commenti (6)

martedì, giugno 13, 2006

Referendum

Questa
italiana all'estero
ha votato.

Son soddisfazioni.

postato da: tam | 17:01 | commenti (1)

lunedì, giugno 12, 2006

Adoro la mia vocina interiore. Il mio sonar. Il mio stecco da rabdomante della vita.

Oggi mi ha portato all'aeroporto per assistere al decollo dell'F/A-18, punta di diamante dell'aeronautica svizzera (non sono parole mie, lo giuro).
Venerdì l'ho visto atterrare da lontano. Sabato ho ascoltato il pilota ("FANTA") rispondere per ore alle domande dei bambini e dei vecchietti, oltre che alle mie. Mi è piaciuto moltissimo per la semplicità e l'entusiasmo, e oggi gli ho reso omaggio. Lui mi ha ricambiato con un passaggio radente che i miei timpani ricorderanno per generazioni.

Poi.

Poi sono tornata al parcheggio e, invece di pagare ed andarmene, mi sono diretta verso un uomo in carozzina che maneggiava una macchina fotografica e gli ho chiesto se poteva mostrarmi i suoi scatti.
Siamo restati a parlare per due ore al bar dell'aeroporto.

Si chiama Christian e, come tanti, si è rotto cadendo con la moto. Seduta dietro c'era sua moglie, che se l'è cavata meglio.
Mi ha raccontato tante cose, anche perché io faccio un sacco di domande.
Stranamente non gli ho chiesto come funziona col sesso. Forse sono improvvisamente diventata sensibile. Forse ho pensato che, al massimo, era un problema di sua moglie.
Ha delle splendide braccia e fa molto sport. Più di prima, come spesso capita. Come capiterebbe a me, ne sono certa.

Quello che più mi ha colpito è che soffre di dolori. I medici li chiamano dolori fantasma, perché fanno male delle parti del corpo che risultano insensibili.
La verità è che non ne sanno abbastanza, secondo me.

"Hai dolori?"
"Tutti i giorni."
"Come? Quando?"
"Costantemente."
"Vuoi dire che adesso tu sei qui seduto al bar con me e soffri??"
"Sì".

Cazzo, io non sento niente.
Perché è così difficile accorgersi del dolore degli altri?

Lui sta bene.
Gli esseri umani
si adattano, sopportano, combattono. La sensazione che trasmette è positiva.
Però ha aspettato che andassi via prima di arrampicarsi nell'auto.

Gli ho chiesto cosa pensa del destino.
Non ci crede. Però per tre volte aveva sognato che sarebbe finito su una sedia a rotelle. E proprio la vertebra che si è spezzata gli pungeva a volte prima dell'incidente. E sua moglie quel giorno non se la sentiva di andare in moto.
"Ma io ero un testone anche allora".

"Come è cambiata la tua vita?"
"Me la prendo meno per certe cazzate. E poi, prima, capitava di incontrare un amico: ciao, ciao, come stai? scusa, vado di fretta. Invece adesso il tempo di bere qualcosa al bar lo trovo sempre".

postato da: tam | 20:06 | commenti (3)

giovedì, giugno 08, 2006

Pubblico appello

Delucidazioni cercansi
-anche usate-
sul perché
il riconoscimento delle unioni di fatto
sarebbe
un attentato
alla famiglia.

Giuro, ci ho pensato su a lungo
ma non riesco proprio a capire.

A meno che...
Ratzinger sta parlando
di una famiglia in particolare, vero?

postato da: tam | 21:25 | commenti (3)

Della lettura

Ieri ho riletto "Come un romanzo" di Daniel Pennac.
Secondo la mia memoria altamente selettiva, si trattava di un libro dove il professore di liceo, per introdurre i suoi allievi alla letteratura, comincia dal "Profumo" di Süskind. Trovandomi d'accordo sulla scelta accattivante (= che cattura).

In realtà questo è solo un passaggio dell'opera. Oggi la mia attenzione si fissa, invece, sulla lettura ad alta voce. Nel senso che oggi (avendo letto il libro ieri) mi ricordo più o meno tutti gli argomenti del discorso di Pennac, non sono messa poi così male; però credo che tra dieci anni, riprendendo in mano il libro azzurrino, direi: ah sì, è quel libro dove Pennac dice che è ingiusto che i bambini, non appena imparano a leggere, siano privati della lettura ad alta voce da parte degli adulti.

Leggendo questo mini-saggio ho confrontato la mia esperienza personale  con ogni assunto e affermazione di Pennac. Sono una lettrice fortunata. A me è andata via liscia: il libro non ha mai rappresentato un ostacolo, bensì un territorio amico da esplorare, quanto mai invitante. Qualsiasi cosa andava bene. Da bambina mi ritrovai a leggere la "Gerusalemme liberata" senza capire tutto, è ovvio, ma riuscendo comunque a trarre piacere dalla narrazione e magari anche dalla metrica. L'immaginazione colmava le lacune (anche oggi: non riesco a staccarmi per aprire un dizionario). Letture gratuite, senza doverne poi rendere conto.

In questi ultimi mesi ho invece affrontato una tredicenne che non ama leggere. Dura, per me, capire.
Sulla scorta di Pennac, proverò ad aiutarla. O almeno a non peggiorare la situazione.

Infine ho provato a pensare a quali libri la scuola mi abbia portato in dote.
Non mi pare giusto, ma è del tutto comprensibile, che io non abbia letto i "Promessi sposi" al di fuori dei capitoli assegnati in classe (anche se un ferragosto con i botti restai in casa con la gattina terrorizzata e mi lessi il capitolo conclusivo... ego me absolvo).

Nel programma di francese, un anno lessi "Antigone" di Anouhil. E poi "Jugend ohne Gott" (gioventù senza dio) di von Horváth. Questi sono i libri che reputo bellissimi e che la scuola mi ha fortunatamente imposto di leggere.

C'è di più, ne sono certa. Si tratta solo di aprire qualche scatolone polveroso della memoria.
Memoria che tanto poi si ricorda quello che vuole lei.
Per fortuna.

postato da: tam | 20:48 | commenti (1)

giovedì, giugno 01, 2006

Chi si accontenta

Stamattina ho sognato una manta.
Nuotava meravigliosa sopra di me, accompagnata dalle remore.

[lasciamo perdere il fatto che, risalendo in superficie, nel sogno scoprivo di essere nel porto del Cairo; che non esiste, per dire il meno...]

È tantissimo tempo che non mi immergo.
Troppo.
Forse è giunta l'ora di riconsiderare l'opzione lago.
Luccioperca, aspettami.

[sì, sì... al massimo un coregone]

postato da: tam | 21:08 | commenti (7)