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mercoledì, maggio 31, 2006
Riflessi-one
Con tutto quello che succede al mondo
vorrei poter pensare che l'amore non è qui solo per darmi lo stordimento necessario per non pensare
a tutto quello che al mondo succede.
postato da: tam | 23:14
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venerdì, maggio 26, 2006
L'arte della divinazione
Ho visto una lucciola nel giardino dietro casa.
Sto ricominciando a leggere segni nel cosmo.
[Che vorrà dire l'aver ribaltato lo scooter di mio padre proprio sul cofano della mia auto?]
postato da: tam | 23:46
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giovedì, maggio 25, 2006
Cambiamenti di stile
Mi scuso, ma non ho abbastanza tempo per essere concisa.
postato da: tam | 18:27
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Il tedesco è la lingua esotica
Ieri la mia amica Elena mi ha fatto leggere un pezzo di libro in tedesco sul chakra del cuore. Forse pensava che ce l'avessi bloccato. Non ha osato dirmelo papale papale. Però, insomma.
Il chakra del cuore governa le relazioni, i relazionamenti. Non garantisco di aver capito tutto, ma mi sono sentita come quando fai un test sul giornale ed esce, ad esempio, che sei permalosa e allora dici: no, non è vero, proprio per niente, il test è sbagliato, vaccaboia, test di merda!
E dopo sono partita col treno ho viaggiato per quattro ore ed ho parlato con tutti tutti tutti quelli che erano a portata.
Nell'ordine ho parlato:
con un ragazzo carino di nome Somi proveniente dal Kossovo dove ha studiato un po' di tedesco all'università e che è in visita a suo fratello che vive a Winterthur, peccato che Winterthur sia così vicina ed è sceso;
con una ragazza non ho parlato, ma le ho lanciato un sorriso e uno sguardo d'apprezzamento per il lavoro a maglia che si apprestava ad iniziare, probabilmente una sciarpa, azzurrina e molto pelosa, e so che mi sarebbe piaciuta se l'avessi vista terminata, ma a quindici centimetri è scesa;
con due ragazzini stupendi che sono saliti a Zurigo ed erano diretti ad Ascona per fare camping selvaggio con una tenda che forse non funziona perché non l'aprono da due anni, Patrick va ancora a scuola e Valentin lavora da sei mesi come giardiniere paesaggista ed ogni tanto partono all'avventura, insieme, perché sono amici da quando erano bambini, in quei paesini rurali vicino a Zurigo si conoscono tutti e ti danno anche dei passaggi in macchina, ma tanto non ci sono locali dove andare e non c'è niente da fare, se non essere amici ed essere felici;
con il controllore del treno che mi ha domandato se mi aveva già controllato il biglietto proprio mentre stavo per scendere, ma poi si è pentito di avermelo chiesto perché con i miei occhi così sinceri si vedeva subito che dicevo la verità, e allora io ho detto: speriamo che non si veda anche quando il biglietto non ce l'ho, e lui rimarrà col dubbio per tutta la vita;
con una ragazza africana con una valigia enorme ed una bimba piccola, ed io ho aiutato la bimba a scendere le scale e poi l'ho presa in braccio sulla scala mobile, e poi mi è dispiaciuto che non avessero più bisogno di me, ma pare che il mondo vada avanti anche da solo.
Fuck the chakra.
postato da: tam | 18:14
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domenica, maggio 21, 2006
Va' dove ti porta il cuore
Io ho una vocina interiore che mi dice cosa fare (e, quando cucino, anche come farlo).
Ieri mi ha detto di partire sotto la pioggia fregandomene del ritardo e della stanchezza, di andare a Chiasso e di deambulare sorridendo nell'area antistante il Cinema Teatro.
Nonostante fossi priva di biglietto per il concerto di Capossela.
Sono arrivata, agitata, e ho parcheggiato in un luogo inquietante e onirico: per terra c'erano disegnate mini-corsie con preselezioni lillipuziane e strisce pedonali per le bambole. Okay, ero nel cortile di una scuola, dove i pargoli imparano le regole della circolazione stradale. Ma per qualche secondo mi sono sentita come Alice nel paese delle meraviglie subito dopo aver mangiato qualcosa di sospetto. Tenete anche presente che i danni al mio veicolo li produco solitamente nelle manovre di parcheggio e capirete il mio stato d'animo.
Davanti al teatro c'era un nugolo di appassionati che si gustavano il preconcerto. Un ragazzo lancia una voce: ha un biglietto, qualcuno lo vuole? Io sono ancora un po' lontana e un po' timida (e un po' svizzera), non mi va di gridare ioioioioioio! Infatti sto zitta e un'altra se lo accaparra, ma solo perché era più vicina. Però anche una ragazza ha detto quasi sottovoce: anch'io ho un biglietto in più. Quello era per me. Un amico le ha tirato il bidone. Lei non lo sa, ma tutto era preordinato affinché io potessi assistere al concerto. Dalla terz'ultima fila della balconata: fila x. E meno male che i biglietti li avevano comprati un mese prima del concerto. E meno male che io sono miope.
Però il concerto è bello e Capossela è generoso e le ombre cinesi e la musica e la voce di Vinicio e i suoi costumi sono capaci di trasportarmi senza sforzo dentro atmosfere e sogni e storie che mi appartengono da sempre nel momento in cui mi vengono rivelate.
Adesso, adesso posso tornare al suo libro. Adesso posso andare a comprarmi il cd. Ho bisogno della carne viva del concerto, prima, perché spazza via il quotidiano e i depositi di banalità dai pori della mia anima. Un peeling emotivo.
Dopo il concerto gli ho detto che l'amore era evidente, palese, palpabile e altri quattro simil-sinonimi. È impegnativo trovare le parole da dire a uno come Capossela. La mia reverenza per lui e per la proprietà di linguaggio si mescola alla timidezza e alla paura di riuscire banale. Di cosa ho paura, poi? Ci riesco così bene... Lo scambio di energia tra i suoi fan (soprattutto quelli abbarbicati alle ultime lettere dell'alfabeto) e lui è forte e sincero. È fatto di un darsi ognuno come può. Una manifestazione di presenza: anche io sono qui e ti sento, ti vedo.
Ho un unico rammarico in una serata perfetta. Non gli ho chiesto l'autografo. Gli ho chiesto un lavoro.
Soprassediamo.
postato da: tam | 15:28
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venerdì, maggio 19, 2006
Domani sera c'è il concerto di Capossela ma non ho il biglietto.
Quello che mi uccide sono le occasioni perse.
[Sarà per questo che cerco di non farmene mancare nessuna]
Le occasioni sono le persone, gli incontri, le vite parallele che non saranno perché la parola non è stata detta, è mancato il gesto, ha prevalso l'inedia dell'anima.
E allora tutto un altro universo si popola e vive di fantasmi.
Ma pesano.
postato da: tam | 19:49
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Oggi è un altro giorno
Ho visto uno scoiattolo tre cani grossi
due maialoni enormi e neri una capretta una vigogna (così mi piace credere)
altre capre, pecore e presumibilmente altre vigogne in lontananza
quattro cavalli (toccati con mano: tre)
Ho raccolto fragoline di bosco mature
Ho soffiato duemila soffioni maturi
Ho portato in spalla una bambina di tre anni (sì, sì: matura).
È stato un buon giorno.
Un giorno degno di essere vissuto.
Voilà.
postato da: tam | 19:33
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mercoledì, maggio 17, 2006
Pubblicità: Prestiti personali
Non occorre spiegare i motivi della richiesta dice il banner pubblicitario.
I motivi della richiesta sono che mi servono i soldi. È più che ovvio.
E tu sei gentile a non voler approfondire. Ma dimmi. Me li daresti anche se ti dicessi che mi servono per portare fuori a cena tua moglie? Anche se li volessi usare per pagare il condono del villino abusivo che dall'anno scorso ti preclude la vista sul golfo? E che diresti se sapessi che coi tuoi soldi voglio pagarci due tipi robusti che ti spezzino le gambe quando vieni a chiedermi di restituirteli con gli interessi?
[Non fateci caso. Ho appena letto alcune pagine di Capossela e non ho ancora mangiato.]
postato da: tam | 13:53
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lunedì, maggio 15, 2006
Ad un certo punto, qualcuno che mi conosce abbastanza perché mi frequenta -e, detto tra noi, approfitta anche un po' della mia personcina, pur non rendendosene conto- mi ha detto che sono troppo dispersiva. Non mi è chiaro se si riferisse alla mia vita sentimentale, alla mia inattività professionale o -più probabilmente- all'uso disinvolto che faccio del telecomando.
Bene. Io, che non butto mai nulla, ho deciso di far tesoro anche di questa osservazione, nonostante emanasse un discreto olezzo di consiglio sotto mentite spoglie.
Come migliorare la mia vita? Semplice: concentrandomi una buona volta su ciò che è veramente veramente veramente importante. Importante per me, è ovvio.
Per me è importante prendere sempre la migliore decisione possibile alla luce dello stato dell'arte e delle scienze tutte. È impegnativo, lo ammetto. Valuto le ipotesi, le alternative, le possibili conseguenze nelle molteplici combinazioni di tutti i fattori nella concatenazione degli eventi susseguenti ad ogni mia ipotetica decisione. Il metodo è ottimo. È il tempo che mi gioca contro.
Dato che, già dopo pochi secondi, il numero e la complessità delle ipotesi sovrastano la mia capacità di avere una visione chiara e completa della situazione, mi vedo costretta mio malgrado a fare ricorso alla lista, che è un'arma a doppio taglio.
La lista serve -deve servire- a fare chiarezza. Però la lista, per sua natura, tende all'infinito. La lista delle cose veramente veramente veramente importanti per me dovrebbe fermarsi a dieci. Anzi, a cinque, per essere di una qualche utilità pratica. Invece mi prende la mano e finisce che la realtà intera, nella sua complessità, si rispecchia nella mia lista.
Stavolta, per non darla vinta a chi mi taccia di essere dispersiva, ho assunto un atteggiamento prudente: in cima alla lista ho scritto Niente liste. Voglio una parola sola, un pensiero, un concetto.
Mi vengono alla mente: aiutare gli altri, proteggere l’ambiente, sostenere i più deboli, salvare il mondo et similia; la danza, la musica, i viaggi, gli animali, gli amici.
Se la smetto per una volta di credermi chissà che e d'immaginare un ruolo per me nella storia o nella geografia, allora devo cancellare la mia non-lista di cui sopra.
Tutte queste cose fanno sì parte di me, ma non abbastanza: quando si tratta di trovare ciò che per me è davvero davvero davvero importante, una caratteristica fondamentale deve essere la perseveranza con la quale prodigo il mio impegno in tale ambito.
Ogni tanto aiuto gli altri, ma non lo faccio sempre, con costanza. Amo ballare, ma non devo farlo tutti i giorni. Vorrei proteggere l’ambiente, ma non ci penso ogni momento. Che io lo voglia o no, c’è una sola pulsione interiore che occupa la mia mente in ogni istante -che io sia cosciente o meno-, un solo concetto che mi definisce: il sesso.
E adesso?
postato da: tam | 19:27
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giovedì, maggio 11, 2006
You're intoxicating, baby
Scoprire di essere capace
di lasciare di voltare le spalle di andare via
è inebriante.
[léggasi: intossicante]
postato da: tam | 19:22
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Fight the system
Visto che all'automazione - di solito - non fa seguito una diminuzione dei costi per l'utente ma solo per l'azienda, nel mio piccolo cerco di contrastare il sistema.
Quando vado in autostrada, scelgo il casello dove c'è il casellante; lo ringrazio e gli auguro una buona giornata e buon lavoro.
Quando uso un servizio telefonico, chiedo sempre di parlare con un operatore in carne ed ossa, fingendo di essere allergica alla tecnologia e ai sistemi automatizzati.
Sono tra i pochi in Svizzera che non gestiscono il conto bancario attraverso internet; vado allo sportello invece che al bancomat; i pagamenti li faccio alla Posta e chiacchiero pure con l'impiegato.
Lo faccio per rivendicare il ruolo centrale della persona umana e per salvaguardare dei posti di lavoro.
Mi piace che ci sia un mugnaio in carne ed ossa dentro al mulino a vento contro cui combatto.
postato da: tam | 18:21
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venerdì, maggio 05, 2006
De gustibus
Ho capito che mi piaceva il bondage quando il mio gatto ha perso il collarino e il segno attorno al collo causato dalla prolungata compressione mi è sembrato bellissimo.
postato da: tam | 18:59
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Carpe diem
La mia vita è una vacanza senza fine, il che ad un certo punto può anche risultare noioso. Ma sapete com'è: chi si accontenta, gode.
Ieri mattina mi sono alzata dal letto e sono scivolata sul divano, per passare senza traumi dal mondo onirico a quello romanzesco. Per colmare il vuoto che c'è in me, ho acceso anche la radio. Era una splendida giornata ed io stavo sul divano a leggere quando la Rosy di Rete3 mi ha detto che domani, cioè oggi, il cielo sarebbe stato grigio. (Confermo.) È bastata questa previsione per dare una svolta inaspettata alla mia giornata. Sono uscita a leggere sul terrazzo.
Mi sono messa il mio bikini preferito. Mi sono spalmata di crema solare. Mi sono messa il berretto militare. Mi sono munita di un numero di cuscini variante da due a quattro. Mi sono seduta a leggere sui gradini di ardesia, godendo del calore del sole sulla pelle bianca, rasentando l'estasi per il contatto del vento leggero sulla pelle nuda, giungendo ad un passo dalle lacrime all'udire i rondoni sfrecciare sopra di me, fra i tetti di queste case che ancora ospitano i loro nidi, stagione dopo stagione.
Il mondo era in piena attività. Mentre le api provavano ogni singolo fiore di rosmarino e la vespa gigante esplorava ogni cavità nel muro in cerca di casa, mentre tutti gli uccelli si davano da fare ognuno secondo la propria natura a procacciarsi il cibo, tre creature privilegiate stavano immobili al centro di questa danza. Io e due lucertole.
È bello sapere di avere un posto nella linea dell'evoluzione.
postato da: tam | 16:42
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martedì, maggio 02, 2006
L'ombelico del mondo
Sto leggendo un libro che s'intitola The time traveller's wife. Me l'ha prestato la moglie di Alex, perché sono povera e affamata di libri. E rompo le balle per leggerli in lingua originale, se è una lingua che mediamente comprendo. Idem per i film, indipendentemente dalla lingua, purché dotati di sottotitoli. Con me, l'industria del doppiaggio può chiudere. Ma non faccio mercato; non ancora. Vabbé, il libro. Al di là della storia, che mi piace un sacco, è pieno di riflessioni che mi rimbalzano per un po' sulla superficie dell'animo prima di affondare. Il tempo. Il libero arbitrio. Oggi, ieri e domani. La normalità. L'amore. Ogni cosa che faccio o non faccio, la metto mio malgrado in relazione con me e col senso della mia vita. Per ora posso comunicare il risultato parziale delle mie ricerche: il senso della mia vita sono io. Basterà?
postato da: tam | 19:04
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