tamtam dal sottosuolo
non so, ergo sum

lunedì, febbraio 27, 2006

Quando ero veramente piccola avevo tre anni e andavo all'asilo. L'avevo chiesto io a mia mamma se per favore mi portava all'asilo. Ho anche dovuto aspettare di avere l'età legale e probabilmente quello è stato un periodo duro, ma l'ho rimosso. Invece mi ricordo benissimo di quando ero all'asilo e mio nonno prima di partire per la Finlandia mi ha chiesto che cosa volevo che mi portasse come regalo. Senza esitazioni gli ho chiesto una bacchetta magica. Mi ricordo che all'asilo c'erano molti tempi morti, che servivano per fantasticare. In particolare il primo anno la maestra tentava ancora di convincermi a fare il riposino dopo mangiato. Io non avevo mai sonno. Per cercare di scivolare nel sonno mi creavo delle immagini mentali bellissime e mentre aspettavo il ritorno di mio nonno avevo cominciato ad immaginare tutto quello che avrei fatto quando mi avesse portato la bacchetta magica. Ad occhi aperti, sdraiata sulla mia brandina in mezzo a tutti gli altri bambini che dormivano, io già mi vedevo volare dolcemente con la bacchetta in una mano, vestita da ballerina. Che cosa esattamente facessi, non lo so più o forse non l'ho mai saputo. So solo che volteggiavo in giro e davo a ciascuno ciò di cui aveva bisogno. Era una sensazione piacevolissima. Così piacevole che ha del tutto cancellato il ricordo della delusione, se c'è stata, quando al ritorno mio nonno invece della bacchetta magica mi ha regalato un vestitino da lappone.

Ecco, a volte credo che la mia essenza stia tutta lì.

postato da: tam | 18:25 | commenti (8)

venerdì, febbraio 24, 2006

L'ultima volta che mi hanno tagliato i capelli ero al Cairo.
Era l'ottobre del 2004.

Ora mi chiedo:
qual è il numero medio di capelli sulla testa di una donna?

È importante saperlo.
Visto che ho finalmente deciso di eliminare le doppie punte.
Una ad una.

postato da: tam | 19:30 | commenti (1)

mercoledì, febbraio 22, 2006

De l'ottimismo
[o Caro Ubi]

Colui che
ha capito tutto
della vita,
era già morto.

postato da: tam | 21:50 | commenti

sabato, febbraio 11, 2006

    Sono single.
  
    Il mio moroso ha letto il mio diario.

    Ad un certo punto c'è scritto che voglio lasciarlo.


    Quindi adesso
    o mi lascia lui
    perché ha letto che lo voglio lasciare,
    o lo lascio io
    perché ha letto il mio diario
    (su cui ho scritto che lo voglio lasciare).


    Tutto questo perché non sono capace
    di fare le cose
    in maniera semplice e diretta.

postato da: tam | 02:00 | commenti (7)

mercoledì, febbraio 08, 2006


...la donna cannone...
diocomerogiovaneallora

vivevo l'amore assoluto ed eterno
i pomeriggi erano sempre di sole e di sabato
avevamo scelto i nomi per i nostri figli
sei figli sei nomi
ma prendevo la pillola e non mi sbagliavo mai.
cazzo.

postato da: tam | 14:32 | commenti (1)

martedì, febbraio 07, 2006

Ho visto Beppe Grillo.
Mi piacciono gli esseri umani che si danno la pena.
Che sudano, sputano, sbraitano per un'ora, un'ora e mezza.
E in più si preoccupano di farti ridere.
Tutto questo affinché tu capisca.
Qualcosa.
Di tutto il casino che c'è.
Quello che ho capito io è che amo Beppe Grillo, perché la sua reputazione dà sostanza alle sue parole.
E invidio Beppe Grillo, perché ha sei figli.
E un blog.

postato da: tam | 21:09 | commenti

domenica, febbraio 05, 2006

Ieri è stata una bellissima giornata.
Ho dormito a casa mia, con il mio gatto e il mio moroso.
Mi sono svegliata col sole, lentamente. Così lentamente che stavo ancora quasi dormendo mentre facevamo l'amore.
Il telefono ha suonato a lungo, ma ho cercato di ignorarlo. Però poco dopo ha ricominciato ed ho deciso che doveva trattarsi di qualcosa d'importante, d'urgente.
Un comunissimo errore di valutazione.
Ho risposto ed era un signore che ha sbagliato numero.
Abbiamo parlato e adesso siamo amici.
Si chiama Sergio e ha novantatré anni. Ha regalato il suo pianoforte al Centro diurno per gli anziani, dove pranza ogni giorno, e spesso suona per gli altri ospiti. La musica e la pittura per lui sono importanti. Mi ha invitata a fare una passeggiata in riva al lago e mi ha lasciato il suo numero di telefono.
Il mio lui l'aveva già.
Io ero nuda e senza occhiali. (Riesco a distinguere le forme a malapena. È bello).
Mi sono riempita a poco a poco di felicità.
Per lunghi momenti ho tenuto tra le mani quello che per me è il senso della vita.
Il mio rammarico è di non essere riuscita a trasmettere tutto questo all'uomo che mi aspettava di là.


postato da: tam | 16:01 | commenti (5)