tamtam dal sottosuolo
non so, ergo sum

venerdì, maggio 28, 2004

Voglio una vita

 

Non voglio

una vita

che non sia

sessuale.

postato da: tam | 09:38 | commenti (8)

Io

sono

l'unica

persona

al mondo

in grado

d'insegnarvi

la modestia.

 

postato da: tam | 09:37 | commenti (1)

mercoledì, maggio 19, 2004

Tra due ore

metterò nella mia auto

una borsa di vestiti

la tenda da campeggio

e il mio collega.

 

Poi andremo verso

sud.

 

[Mare, caldo, sud. Mare, caldo, sud.

Questo è il battito del mio cuore]

 

Sento il fumo

alzarsi

dagli altari votivi.

 

Ahimé

un'altra giovane vita

immolata

al mio sentirmi

desiderata.

 

 

[sarà mia premura rendergli piacevole il supplizio]

 

postato da: tam | 15:19 | commenti (7)

Posso fare

qualsiasi lavoro

 

ma non voglio fare

un lavoro qualsiasi.

 

Versione 2.0:

sostituire

lavoro

con

uomo.

 

postato da: tam | 10:49 | commenti (2)

martedì, maggio 18, 2004

Ci risiamo.

Sono ricaduta nella spirale del caffé.

Mi ero ripromessa di non parlare della mia rinuncia al caffé, per non affossare ulteriormente le già provate economie dei Paesi produttori.

Ero riuscita a resistere per mesi.

Ma la breccia è stata aperta -subdolamente- da un pocket coffee offertomi da una mano amica in gennaio.

In marzo ho bevuto un cappuccino a Venezia, nella pasticceria dove Clarissa ed io eravamo solite fare colazione. Pensavo che ce l'avrei fatta a resistere. Pensavo: una volta sola e poi basta.

Come ogni buon governante, di fronte alle difficoltà ho cambiato le regole: da "niente caffé" a "niente caffé tranne che a Venezia".

Poi fu la volta di Firenze. E allora divenne "niente caffé con l'eccezione delle città d'arte italiane". Quando presi un caffé anche a Milano, la situazione divenne insostenibile.

Ora il crollo. Totale. Devastante.

"Un espresso macchiato caldo, per piacere!"

È la resa.

 

[sono riuscita a dire di no soltanto al Nescafé in acqua fredda di Ubi]

 

postato da: tam | 15:00 | commenti (4)

venerdì, maggio 14, 2004

Oggi

vado a gnocchi

 

postato da: tam | 15:30 | commenti (8)

giovedì, maggio 13, 2004

Io spero

di

non suicidarmi mai

 

[neanche una volta?]

 

postato da: tam | 17:34 | commenti

siamo tutti creativi

 

Di fronte

all'arte

 

il buongusto

si piega

 

a novanta gradi.

 

postato da: tam | 11:50 | commenti (1)

pensierino della buonanotte

 

La feccia

del genere umano

con te

si trova

a suo agio.

 

[e siamo ancora amici]

 

postato da: tam | 11:47 | commenti (2)

[Disclaimer: si sconsiglia la lettura di questo post a chi abbia intenzione di vedere il nuovo film di Silvio Soldini nel futuro immediato, a causa di anticipazioni sulla trama.]

La scorsa settimana ho visto il film "Agata e la tempesta". Due volte. Perché esco con due uomini allo stesso tempo. Ma non è di questo che volevo parlare. Tra le tante storie narrate nel film, ad un certo punto vi sono due uomini ed una donna, che sceglie uno di loro. Quello non sposato. Io stavo al cinema con quello sposato, il quale ha commentato la scarsa serietà della scelta della donna, apparentemente guidata dalla semplice availability del candidato. Con un sorriso tra l'amaro ed il divertito, gli ho risposto che l'availability è una qualità tutt'altro che da disprezzare, in my opinion.

La mattina dopo, mentre il risveglio nel letto d'albergo si protraeva languidamente, è tornato alla carica a proposito di un'altra sequenza del film. Perché la donna si sarebbe sconvolta tanto nel vedere per strada l'uomo abbracciato ad un'altra? Lei sapeva bene che era sposato. È vero, lo sapeva ed ha accettato la situazione. Ma un conto è accettarla in astratto, un altro è vedere la situazione materializzarsi davanti ai propri occhi. E poi i due stavano abbracciati e si baciavano, sorridendosi teneramente. Questo ha sconvolto l'amante. Perché? Perché l'uomo sposato le aveva sicuramente detto che con sua moglie le cose non andavano bene, che lei non lo capiva, non c'era dialogo e, sicuramente, non c'era più sesso. Perché questo è quello che gli uomini sposati di solito raccontano alle proprie amanti.

Abbiamo riso. Di cuore. Insieme.

Però uno di noi due stava pericolosamente vicino all'orlo del precipizio (paracadute: dove ho messo il paracadute?).

postato da: tam | 11:12 | commenti (1)

martedì, maggio 11, 2004

Confessione, sì. Pentimento, no.

 

Lo so, lo so. Sto latitando.

Ed ha ragione il Barone: mieto vittime fra i civili.

E non ne vado fiera.

 

Ma la mia natura intrinsecamente zen

mi proietta e mi áncora

senza rimedio

al qui e ora.

[ergo faccio casini]

 

Che colpa ne ho

io

se 'sti civili

finiscono sempre

nella traiettoria di tiro?

 

E poi

è troppo facile:

ti basta dire

non t'innamorare di me

perché la resa

sia totale

ed incondizionata.

 

Conclusione:

nella prossima vita

o in questa

vorrei tanto sapere

bluffare.

 

postato da: tam | 17:23 | commenti (4)

Eco-pensiero

 

Il sesso

è energia.

 

Rinnovabile.

 

postato da: tam | 17:14 | commenti (1)