tamtam dal sottosuolo
non so, ergo sum

mercoledì, gennaio 28, 2004

Andrea

 

Aaaaahhhh!!

L'ho rifatto.

 

Ho sentito distintamente

per telefono

il crack del cuore speranzoso

di un uomo

infrántosi

sotto il peso della mia

indelicata

spontaneità.

 

- Settimana prossima vado al Cairo... [sorrido innamorata e dimentica del resto del mondo]

- ....?

- Sì, vado a trovare un uomo che ho conosciuto facendo sub... [sospiro ebete]

- ...un istruttore? [léggasi: un altro???]

- No, un sub... normale [mai perdere il sense of humor].

- ... [gelo polare artico misto a tempeste magnetiche e magma mefitico]... beh, vado... [a sbattere la testa contro una superficie solida]

click.

 

Tra me e me: merda. Forse c'era un'altra maniera di dirglielo, dopo un'assenza di un mese e tenuto conto del fatto che gli voglio bene...

Ma, si sa, l'amore non conosce la buona educazione

e certo neppure la pietà.

 

 

postato da: tam | 11:38 | commenti (7)

martedì, gennaio 27, 2004

Stasera

ho reso felice

una donna.

 

La mia nuova fisioterapista

gongolava

davanti al catalogo

delle mie imperfezioni.

 

Si è ripromessa

di riprogrammarmi.

 

M'insegnerà

a camminare.

 

Si chiama Vanja

e le credo.

 

postato da: tam | 22:25 | commenti (2)

[Pablo mi ha inviato un articolo di Jorge Volpi intitolato "Expulsar a Dios de las excuelas", in cui l'autore si dichiara in sostanza d'accordo con la proposta francese di vietare -quasi- ogni simbolo religioso nelle scuole, velo islamico in primis. L'articolo termina richiamandosi al "vecchio e tollerante politeismo greco e romano" da cui nacque la democrazia. Qui di seguito ci sono alcune mie riflessioni, perché non penso sempre solo all'amore... ma quasi]

interessante. resta il fatto che non mi pare corretta la possibilità di indossare piccoli crocefissi. E vorrei aggiungere che, forse, lasciare entrare liberamente tutte le religioni nella scuola potrebbe essere un passo verso il politeismo, un modo per dimostrare in pratica che ci sono tante verità, che nessuna è assoluta e nessuna può escludere le altre. Sono dell'idea che se i bambini riescono a conoscere la religione degli altri bambini e ad essere amici (perché è così che succede, per lo più) allora c'è speranza. Perché c'è confronto e si ridimensiona l'importanza della fede religiosa rispetto all'interezza della persona umana. Pablo è cattolico ed è soprattutto Pablo. José è ebreo ed è soprattutto José. E così via. Se Pablo e José sono amici non dipende dalla religione. La religione non è un ostacolo all'amicizia che nasce sui banchi di scuola. Se poi i genitori di Pablo non vogliono che frequenti José... Pablo non si lascerà fermare. Invece, se la fede religiosa rimane qualcosa di privato ed invisibile, ognuno continuerà a credere ad una realtà parziale, vivendola come assoluta; ogni bambino continuerà a credere che tutti sono cattolici come lui. E quando incontrerà un non-cattolico, penserà che costui si sbagli. Ecco più o meno come la penso.

postato da: tam | 17:29 | commenti (1)

Scene di vita vissuta

 

Niente di eclatante, ma riesco comunque a stupirmi.

 

Ieri ad un tizio che mi sta corteggiando

[senza speranza ed in stile classico: fiori, regali, telefonate, messaggini]

ho raccontato della mia gioia nel ricevere

da mia sorella per il mio compleanno

le pinne ed i calzari da sub.

 

Commento:

che regalo da pezzenti

[lui saprebbe essere molto più generoso, ovvio].

 

La mia lingua

biforcuta,

per lo shock,

si è gonfiata fino quasi a soffocarmi

e non ho profferito verbo.

 

O forse era il nodo in gola

di fronte alla

cattiveria.

 

Poi ha prevalso lo stupore.

Possibile che costui non conosca

la differenza tra

l'homo strontius

che m'attizza

e l'homo malvagius

che mi repelle?

 

Glielo spiegherò

oggi a pranzo.

 

Dopo che avrà

pagato il conto.

postato da: tam | 09:37 | commenti (4)

domenica, gennaio 25, 2004

    L'orgoglio

    è un peccato capitale

    che può provocare

    molta pena.

 

    Che io sia in cerca

    d'amore

    o di vendetta,

    quest'uomo

    ha il potere

    di mandarmi i nervi

    in frantumi.

 

    Imparare qualcosa no, vero?

 

[sono irritata con me stessa: è davvero stupido giocare a chi è più stronzo con chi ha moooolta più esperienza di me]

postato da: tam | 20:52 | commenti (12)

sabato, gennaio 24, 2004

    Vediamo un po'...

 

    Fra dieci giorni sarò in volo per il Cairo.

    Poi chi vivrà, vedrà.

    O, come dice il mio amore,

    one step at a time.

 

    Domani,

    siccome sono una donna

    orgogliosa e pervicace,

    andrò a sciare

    con Sebastian

 

    dall'alto della consapevolezza

    tutta e solo mia

    che ormai non potrà più

    avermi.

 

    Mi preoccupa

    capire

    che cosa sto cercando

    di dimostrare.

 

    E a chi.

 

    Ma temo di essere l'unica

    spettatrice

    del mio puntiglio.

 

    Spero di applaudirmi,

    lo spero tanto.

 

postato da: tam | 21:48 | commenti (1)

venerdì, gennaio 23, 2004


Oggi
è il mio
compleanno.

Cosa mi auguro?

Amore
Figli
Una casa
Gatti, cani, cammelli
Una buona ragione per alzarmi dal letto la mattina
Il cielo sopra di me [basta ufficio]
Occhi in cui specchiarmi
Fatica che ripaga
Baci come stelle
Amore.

postato da: tam | 11:00 | commenti (4)

giovedì, gennaio 22, 2004


L'intuito
-femminile o meno-
esiste.

Difficile è ricordarsi
di ascoltarlo
la mattina presto.

E fu così
che appoggiai per terra
il mio giaccone

nonostante la vocina
-poco convinta, questo sì-
ripetesse don't do it, don't do it

Perché?
le chiesi io
distrattamente.

Perché uno dei tuoi gatti
tra poco
ci vomiterà del tonno.

Ah.

postato da: tam | 10:50 | commenti (2)


Non sono una persona gelosa.
Non sono una persona gelosa.

Ma allora perché mi si spappola il cuore
quando leggo che va a fare shopping
con sua moglie?

postato da: tam | 09:44 | commenti (2)

mercoledì, gennaio 21, 2004


Per il 98,84% della mia vita
[ho fatto il calcolo]
non vi è stato alcun uomo
sposato
nella mia vita

a parte mio padre,
ma iddio m'è testimonio
che ho spinto
per il divorzio.

Da cinque mesi a questa parte
mi spuntano
come funghi
in un boschetto di betulle.

Non c'è niente
da fare.

Vado di moda
tra gli uomini
ammogliati.

postato da: tam | 13:56 | commenti

martedì, gennaio 20, 2004


Ode a Marconi Guglielmo

Ho parlato
con il mio amore
che mi ha telefonato
mentre camminava
per le strade del Cairo.

Poi ho parlato
con Natali
che mi ha chiamato
da San Pietroburgo;
non so quanto freddo facesse,
ma quasi lo sentivo.

Poi mi ha telefonato
Julia, da una cabina
a Tenerife
prima di andare a lezione
di francese.

Mi ha persino chiamato
uno sconosciuto
che credeva di parlare
con un hotel
in Gran Bretagna.

Sono
decisamente
felice
al centro
di una rete
di telecomunicazioni.

postato da: tam | 22:17 | commenti (3)


Nel mio weekend ad Amsterdam
ho riabbracciato le mie amiche spagnole:

Julia, Pilar, Inés, Emilia, María, Ana e Sol, oltre a Iván.

Stoltamente
mi stupisco al constatare
che non è cambiato niente fra noi,
che è come se il tempo
si fosse fermato
all'anno scorso, quando andavamo ogni giorno insieme a lezione
a Brugge.

Per forza.
È risaputo, infatti, che
continuiamo a vivere
in un universo
parallelo.

postato da: tam | 15:49 | commenti (2)

giovedì, gennaio 15, 2004


Fortunatamente
uso un telefonino
sms-unfriendly
con una memoria
limitata.

Perciò
ogni tanto mi tocca di fare pulizia
e butto
i messaggini
andati a male.

Per esempio, sto per eliminare l'intera collezione
proveniente da Sebastian.

È presto fatto:

21/11/03 - 16:04

koh tao

[questo lo tengo: riassume in sé l'essenza del tutto]

 

23/11/03 - 14:48

What is your email?

 

23/11/03 - 14:53

How many does one person need?

[dopo che io -cucciolo esuberante- gli avevo fornito tre dico tre indirizzi email... vabbè]

 

23/11/03 - 14:56

Link?

[da leggersi col tono preoccupato di un uomo che crede che la donna pensi che lui le abbia offerto una relazione, cioè un legame. Lei ovviamente si riferiva ad un vero e proprio link. Trattasi di sms premonitore]

 

23/11/03 - 15:01

this is what i am going to do

[qui stavano entrambi finalmente parlando di un link che lui le avrebbe inviato via email. Fine dell'odissea]

 

05/12/03 - 23:38

downstairs!!! :-D

[entusiasmo da testosterone; lui aspetta in un locale, al piano di sotto; vuole farsi trovare]

 

06/12/03 - 12:18

can't be done i'm afraid have xmas party in milan

[il giorno dopo... no comment]

 

08/12/03 - 16:24

too tired turned out to be a hard w/e will call later as i am at work

[lui declina un invito a cena; per la cronaca, ci sembra di ricordare che non richiamò]

 

12/12/03 - 21:57

where are you????

[di nuovo il testosterone... lei tuttavia è a Freiburg con l'ex-moroso e, per una volta, se ne frega]

 

28/12/03 - 08:38

are you up? we are leaving in 5 mins.

[decisamente, il mio preferito. Quando qualcuno proprio non vuole che tu vada a sciare con lui, ma tu ti prepari davvero in cinque minuti, lasciando esterrefatto pure iddio. Da conservare]

 

04/01/04 - 02:03

trying to get over them leaving!!

[qui è tenero, perché è triste al pensiero di separarsi di nuovo dai suoi bimbi dopo le vacanze. Se fosse stato un completo stronzo non mi sarebbe -forse- piaciuto... o no?]

 

11/01/04 - 22:20

are you back?

[sì, baby, sono back, ma sta sicuro che non ti chiamo]

 

 

 

postato da: tam | 20:27 | commenti (3)


No.
Non sono in volo
verso un paese esotico
[qualsiasi paese è più esotico del mio]
per stringermi al petto
del mio amore...

No,
oh, no.

Sono a letto
da tre giorni
con la febbre.

Che l'amore
abbia abbassato
le mie difese
immunitarie?

postato da: tam | 09:36 | commenti (5)

lunedì, gennaio 12, 2004

Avete presente quella sensazione
-quella certezza-
di quando
l'amore
per una persona
è capace di far emergere
il meglio di noi stessi?

That's the way I feel...

postato da: tam | 11:50 | commenti (6)


Lo so, ultimamente
mi è capitato spesso.

Ma 'sta volta
è diverso.

Mi sono innamorata.

postato da: tam | 11:47 | commenti

domenica, gennaio 04, 2004

Comunicazione di servizio

Parto

per una settimana.

Da sola (mannaggia...)

 

postato da: tam | 00:16 | commenti (9)

Nella notte di Capodanno

sono scivolata sulla neve

prima piano, aggrappata ad una vecchia slitta,

poi forte e fortissimo, seduta su di un plasticoso oggetto direzionabile che risponde al nome di Bob.

Ho deciso di rischiare.

Di smettere di avere paura.

Ho riso e respirato a fondo,

sotto un cielo dove le stelle sgomitavano

per guardare giù.

Oggi ho ancora i lividi verso la ventottesima vertebra,

ma ho la sensazione

di aver fatto qualcosa

di buono e giusto.

 

postato da: tam | 00:12 | commenti (3)